Sono passati ormai due anni dall’ultimo gioco ufficiale di Crash Bandicoot. Crash Team Rumble, lanciato nel 2023, ha cercato di sperimentare, portando l’iconico marsupiale nel mondo dei multiplayer competitivi online. Prima ancora, avevamo avuto Crash On The Run (2021), Crash Bandicoot 4: It’s About Time (2020), Crash Team Racing Nitro-Fueled (2019), N. Sane Trilogy (2017) e persino la sua comparsa in Skylanders Imaginators nel 2016.

Una serie di titoli che avevano ridato lustro a un franchise dato per disperso, tanto che molti fan lo consideravano rinato. Eppure, dal 2023 in poi… il silenzio. Nulla. Nessun teaser, nessuna conferma, nemmeno un rumor affidabile. E allora la domanda sorge spontanea: come potrebbe (e dovrebbe) tornare Crash Bandicoot ai giorni nostri?

Un ritorno alle origini, ma con evoluzione

I fan lo sanno bene: i giochi classici di Crash Bandicoot devono il loro successo a un gameplay semplice, lineare, ma incredibilmente efficace. I livelli a “corridoio”, la raccolta delle casse e delle wumpa, il ritmo serrato ma preciso – sono tutti elementi che hanno reso la serie inconfondibile.

Ma nel 2025 non si può solo guardare indietro. Crash 4 ha dimostrato che si può espandere la formula originale con nuovi poteri, sfide più ardite e anche qualche apertura verso i livelli più aperti (ma non troppo). Per un ritorno degno, Activision (o chi per essa) dovrebbe combinare il meglio di entrambe le filosofie: livelli lineari e strutturati, sì, ma affiancati da aree semi-open world come quelle introdotte in Twinsanity o Tag Team Racing. L’importante è non perdere di vista la ritmica precisa che ha sempre contraddistinto il platforming di Crash. Crash 5 di Toys For Bob stava per fare questo passo, prima che Activision mettesse i bastoni tra le ruote.

E non dimentichiamo alcune trovate geniali dei tempi dell’era Radical: la possibilità di dominare i nemici più grandi, usare Aku Aku come tavola da surf da Titans, o i veicoli trasformabili da Tag Team. Innovazioni come queste meritano di tornare. Non è nostalgia cieca: è evoluzione consapevole.

Il senso dell’umorismo non si tocca

Crash non ha mai avuto bisogno di trame complicate per farsi amare. Bastava guardarlo agitarsi, ballare o fare una delle sue mille espressioni buffe dopo una morte. Il suo è un umorismo slapstick, da cartone animato anni ’90, che ha sempre saputo regalare sorrisi sia ai bambini che agli adulti.

I giochi di Radical Entertainment, pur molto criticati per lo stile grafico, avevano potenziato l’aspetto comico con dialoghi esilaranti, nemici logorroici e una costante vena nonsense degna dei migliori episodi di Cartoon Network. Addirittura, andando avanti, le cutscenes di N. Sane Trilogy e It’s About Time erano totalmente surreali e animate alla perfezione in quanto allo slapstick. In un panorama videoludico dove molti titoli cercano di essere “seri”, Crash potrebbe tornare come l’anti-serio perfetto, il paladino dell’assurdo e del divertimento puro.

Una nuova banda per Crash

Parliamoci chiaro: Crash ha tanti nemici (Cortex, N.Gin, Dingodile, Tropy…), ma pochi veri amici. Certo, ci sono Coco, Aku Aku, Crunch, Pura, Polar, Tawna… Ma finisce lì. Ed è un peccato. Immaginate un nuovo titolo in cui Crash si unisce a una squadra variopinta, magari selezionabile e con abilità diverse. Qualcosa come un party dinamico, con personaggi nuovi e carismatici, da amare quanto i classici.

Questo non significa cancellare i vecchi amici, ma espandere il roster, renderlo più profondo e adatto a nuove storie, nuove interazioni e, magari, a un gameplay cooperativo locale o online. Crash 4 ha già fatto una cosa simile, ed è una buona partenza.

Lo stile conta: sì ai modelli classici

Uno degli errori più criticati del passato? I redesign forzati. I modelli usati nei titoli “mutanti” (come Crash of the Titans e Mind over Mutant) hanno diviso i fan. Anche se non erano brutti in assoluto, stravolgevano troppo l’identità visiva che aveva reso Crash iconico.

Con N. Sane Trilogy e Crash 4, siamo tornati a modelli più fedeli, più armonici. Il prossimo titolo deve rimanere su questa linea, magari migliorando ulteriormente i dettagli, ma senza perdere la riconoscibilità immediata dei personaggi. Perché quando si pensa a Crash, la mente disegna quella faccia lì, quei pantaloncini di jeans, quelle sneakers arancioni, quei guanti.

E quindi… quando torna Crash?

Al momento, nessun annuncio. Nessun trailer. Ma il desiderio dei fan è più vivo che mai. E ogni minimo segnale – un artwork, una comparsa sospetta, un rumor su Reddit – scatena valanghe di discussioni online. Perché Crash non è solo un videogioco: è un pezzo d’infanzia, un’icona pop, un simbolo di come si possa fare divertimento puro e accessibile.

Forse Activision sta aspettando il momento giusto. Forse si sta già lavorando in silenzio a qualcosa di nuovo. Ma se c’è una certezza è questa: Crash deve tornare. E deve farlo alla grande, con il rispetto della sua storia, ma con il coraggio di rinnovarsi.

Se Activision non è interessata a farlo… allora che lo passi a chi davvero ci crede. Perché no, tutto questo tempo non fa bene alla serie. C’è voglia di nuovi giochi. Ne vogliamo ancora. Perché il mondo ha bisogno di più frutta wumpa, più Cortex da menare… e soprattutto, di più Crash.