Negli ultimi anni, il mercato del merchandising videoludico è diventato un terreno sempre più strategico per i publisher. Statuette, statuone, gadget e collezionabili rappresentano sì una vistosa estensione commerciale, ma anche e soprattutto un modo per mantenere vivo il legame con le community composte da noi fan. Tuttavia, non tutte le richieste dei fan sembrano ricevere la stessa attenzione. E questo è uno di quei casi.
Grazie a uno spunto sollevato dalla community di Magic Crafters HQ, che salutiamo, emerge una situazione curiosa (e per certi versi controversa) legata al franchise di Spyro the Dragon e, in particolare, alla trilogia reboot di The Legend of Spyro.
Un progetto mai nato davvero

Tutto ha inizio nel 2017, quando First 4 Figures lancia un sondaggio nella propria community Facebook per valutare l’interesse verso statue dedicate a The Legend of Spyro, nello specifico alle versioni di Spyro e Cynder tratte da Dawn of the Dragon, da noi in italia “L’alba del Drago”.
Il risultato? La bellezza di oltre 800 voti positivi. Numeri sufficienti da spingere l’azienda a contattare Activision per ottenere l’approvazione ufficiale. Il progetto arrivò addirittura a uno stadio avanzato, con modelli 3D già realizzati e idee per edizioni speciali, come accessori aggiuntivi (le iconiche catene serpentine che collegavano i due innamorati dal collo).
Ma proprio quando tutto sembrava pronto per prendere forma, arrivò lo stop.
Tutta colpa della “Reignited”

Nel 2018 viene annunciato l’ottima Spyro Reignited Trilogy, e Activision chiede a First 4 Figures di mettere in pausa lo sviluppo delle statue legate a The Legend of Spyro.
Il motivo? Stando alle dichiarazioni ufficiali, era per evitare confusione nel mercato.
Con il ritorno della trilogia classica in versione rimasterizzata, l’attenzione del pubblico doveva essere concentrata su un’unica incarnazione del personaggio. Una scelta comprensibile dal punto di vista del marketing, che ha infatti portato ad un’ondata di merchandise legato sia alla versione classica che a quella “Reignited”, sua diretta evoluzione.
L’ipocrisia nasce dopo

Fin qui, nulla di particolarmente strano, siamo abituati a vedere certe azioni di marketing. Ma il punto critico emerge negli anni successivi. Andiamo con ordine:
Nel 2019, First 4 Figures riprova a sondare il terreno: la community risponde ancora una volta positivamente. Ma Activision, stranamente, non approva. Nel 2023, nuovo tentativo. Stesso, alienante, esito.
E qui la questione si complica: perché continuare a bloccare un progetto che ha dimostrato più volte di avere un pubblico interessato?
Due pesi e due misure?

La situazione diventa ancora più ambigua se si guarda al 2025, proprio recentissimamente, quando Activision concede il via libera a Youtooz per la produzione di merchandise dedicato a Skylanders, franchise anch’esso legato a Spyro ma, come per The Legend Of Spyro, con una reinterpretazione completamente diversa del personaggio.
Questo dettaglio solleva una domanda inevitabile: ma se il problema è evitare confusione tra diverse versioni di Spyro, perché permettere il ritorno di Skylanders e non quello di The Legend of Spyro?
È davvero solo una questione di mercato?

Le ipotesi sono diverse.
Da un lato, è possibile che The Legend of Spyro, pubblicato tra il 2006 ed il 2008, abbia registrato performance inferiori rispetto alla trilogia classica e a Skylanders, rendendolo meno appetibile dal punto di vista commerciale.
Dall’altro, c’è una questione di identità del brand: oggi il volto ufficiale di Spyro è quello della versione Reignited, direttamente collegata all’immaginario originale degli anni ’90.
In questo scenario, puntare su una versione alternativa come quella di Legend che più narrativa, più dark, ma meno iconica, potrebbe essere percepito come un rischio.
Una fetta di community ignorata

Eppure, ciò che colpisce è la persistenza della fanbase. Nonostante gli anni e il silenzio ufficiale, esiste ancora un pubblico affezionato alla trilogia Legend, pronto a supportare nuovi prodotti.
Ignorare sistematicamente queste richieste rischia di trasmettere un messaggio chiaro e purtroppo triste per quella fanbase di irriducibili, ovvero che Activision sembra privilegiare solo le incarnazioni più riconoscibili e commercialmente sicure del personaggio.
The Legend Of Bistrattato

Questo particolare caso del merchandising di The Legend of Spyro rappresenta un esempio interessante di come le strategie aziendali possano entrare in contrasto con la richiesta dei fan, se ci pensate.
Da un lato c’è la necessità di mantenere coerenza e chiarezza nel brand, sacrosanto. Dall’altro, c’è un pubblico che chiede semplicemente di essere ascoltato, anche questo sacrosanto.
La verità, come spesso accade, sta probabilmente nel mezzo. Ma finché Activision continuerà a non dare risposte concrete, una domanda resterà sospesa:
quanto vale davvero la voce dei fan nel mercato moderno?
Ringraziamo lo staff di Magic Crafters HQ per aver fornito lo spunto di riflessione.

