Il mondo del design editoriale e dei videogiochi piange la scomparsa di Shin Sobue, spentosi all’età di 66 anni. Graphic designer di immenso prestigio in Giappone, Sobue era celebre per il suo approccio eccentrico e rivoluzionario, ma per i fan dei videogiochi il suo nome resterà per sempre legato a un’impresa storica: il successo di Crash Bandicoot nel Sol Levante.
L’uomo che “addolcì” il Bandicoot

Negli anni ’90, portare un franchise americano in Giappone non era un’operazione semplice. Quando il primo Crash Bandicoot arrivò sul mercato nipponico, il design originale venne considerato troppo “aggressivo” per i gusti locali.

Fu proprio Shin Sobue a curare le illustrazioni nei manuali delle versioni giapponesi di Crash Bandicoot 1 e 2. Il suo tocco fu fondamentale proprio perché i libretti d’istruzioni dei primi due capitoli sono considerati delle piccole opere d’arte, ricchi di colori vibranti, composizioni dinamiche e uno stile grafico unico che rendeva il gioco immediatamente riconoscibile e quasi come una fiaba.
Oltre i videogiochi: un maestro del libro

Sebbene i videogiocatori lo ricordino per la PlayStation, la carriera principale di Sobue si è svolta nel book design. Era noto per la sua filosofia del “design fuori dagli schemi”: amava sperimentare con tipi di carta insoliti, rilegature asimmetriche e font che sfidavano la leggibilità tradizionale. Ha lavorato a stretto contatto con giganti della cultura giapponese, tra cui l’autore di manga Shigesato Itoi (creatore della serie Mother/Earthbound).

Con la scomparsa di Shin Sobue, se ne va un artista che ha saputo unire il rigore del design editoriale con la spensieratezza dei videogiochi, dimostrando che anche un manuale d’istruzioni può diventare un pezzo di storia dell’arte pop.

