Dopo quasi 7 anni dalla sua uscita, CTR Nitro-Fueled resta un grande remake
CTR Nitro-Fueled · 5 min di lettura

Dopo quasi 7 anni dalla sua uscita, CTR Nitro-Fueled resta un grande remake

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A quasi sette anni dal lancio, Crash Team Racing Nitro-Fueled continua a essere considerato da molti uno dei kart racer più solidi e completi della sua generazione. Pubblicato nel 2019 e sviluppato da Beenox, il remake ha riportato in auge lo storico Crash Team Racing, ampliandolo in modo significativo senza tradirne l’identità.

Un classico preservato (e potenziato)

L’operazione di Nitro-Fueled si distingue per un equilibrio raro: da un lato conserva integralmente l’impianto del titolo originale sviluppato da Naughty Dog, dall’altro lo arricchisce con una quantità di contenuti che va ben oltre la semplice rimasterizzazione grafica. Oltre alle piste storiche, sono inclusi i tracciati e le arene di Crash Nitro Kart, nuove piste originali, modalità aggiuntive e il multiplayer online.

Il cuore dell’esperienza resta immutato: gare su tre giri, oggetti offensivi e difensivi, pericoli ambientali e, soprattutto, il sistema di derapata, cuore della serie. È proprio questa meccanica a distinguere CTR dalla concorrenza: mantenere la velocità richiede precisione, tempismo e conoscenza delle piste. Il gioco non solo si limita a essere immediato, bensì invita alla padronanza, al “masterare” il gioco.

Una modalità Avventura ancora unica nel genere

Ancora oggi, la modalità Avventura rappresenta uno degli elementi che rendono Nitro-Fueled superiore a gran parte dei kart racer contemporanei in ambito single player. Strutturata in quattro hub principali, ciascuno con quattro piste e una sfida cristallo, la campagna culmina nello scontro contro Nitrous Oxide (pronunciato Oxaid, e non letteralmente OXIDE come su PS1) per il destino della Terra.

Le piste non si esauriscono nella semplice vittoria della coppa: ogni tracciato propone sfide CTR (ovvero la raccolta delle lettere nascoste per tutto il tracciato), prove a tempo in stile Crash con casse che fermano il conteggio dei secondi e obiettivi a difficoltà crescente tramite le Reliquie Zaffiro, Oro e Platino. Il completamento totale, incluso il 101% e le reliquie di Platino, rappresenta ancora oggi una sfida impegnativa e appagante.

Una quantità di contenuti impressionante

A distanza di anni, colpisce la mole di attività disponibili. Con 40 tracciati complessivi, ciascuno dotato di fantasmi nelle prove a tempo di difficoltà crescente (N. Tropy, N. Oxide, Imperatore Velo e persino i tempi degli sviluppatori), il gioco offre un percorso di miglioramento strutturato e progressivo. Le prove a tempo non sono semplici gare contro il cronometro, anzi! Funzionano come strumenti didattici, facendoci imparare traiettorie ottimali, scorciatoie nascoste e tecniche avanzate.

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Il livello di abilità richiesto per battere i fantasmi più avanzati evidenzia un aspetto spesso sottovalutato: CTR non è soltanto un racing game colorato, ma un titolo con un skill ceiling (termine tecnico per dire tetto di abilità, ovvero il livello massimo di maestria raggiungibile in un gioco o in una disciplina quando ogni meccanica è eseguita perfettamente) elevatissimo. La gestione continua del turbo per le derapate, l’uso strategico dei salti, delle scorciatoie e degli oggetti crea uno stile di gioco tecnico e dinamico, raro nel genere.

Modernizzazioni riuscite, ombre persistenti

Sul piano tecnico e artistico, Nitro-Fueled rimane ancora oggi visivamente notevole, molto più di N. Sane Trilogy con la quale condivide l’art style. Le piste mantengono la loro identità originale, arricchite da una direzione artistica vivace e da una cura per i dettagli che dona personalità a ogni circuito. È inoltre possibile alternare la colonna sonora rimasterizzata a quella originale, scelta che fa felice tanti bambini oggi cresciuti e che testimonia il rispetto per l’opera del 1999.

Non mancano però gli elementi controversi, che purtroppo flagellano il titolo. I tempi di caricamento, specialmente su hardware di precedente generazione, risultano lunghi e talvolta invasivi, soprattutto nelle modalità che richiedono ripetizioni frequenti come le prove a tempo. L’introduzione delle microtransazioni, legate alla valuta di gioco (le famigerate Monete Wumpa), ha sollevato perplessità: sebbene sia possibile ottenere tutte le ricompense attraverso il normale avanzamento (io ne sono la prova ndr), la presenza di uno store a rotazione con dinamiche di “FOMO” (Fear Of Missing Out) rimane una scelta per molti discutibile in un prodotto dal target trasversale, nonostante sia tranquillamente, come già detto, ignorabile.

Anche l’intelligenza artificiale alla difficoltà più alta presenta alcune incoerenze, con avversari talvolta avvantaggiati da parametri potenziati più che da una reale superiorità tecnica.

Ancora un punto di riferimento nel single player

Nonostante queste criticità, a quasi sette anni dall’uscita, Crash Team Racing Nitro-Fueled continua a distinguersi come una delle esperienze single player più complete nel panorama dei kart racer moderni. Il mix è peculiare, se ci pensate: modalità Avventura con cutscenes, contenuti extra abbondanti a dir poco, una profondità tecnica invidiabile. Questi elementi, buttati nel calderone, lo rendono un titolo capace di premiare tanto la nostalgia, quanto la ricerca della perfezione (non ancora raggiunta, sia chiaro).

In un mondo dettato perlopiù dai Mario Kart, CTR Nitro-Fueled resta un caso particolare. È un gioco che accoglie tutti, ma che offre il meglio a chi è disposto a padroneggiarlo. E proprio per questo, ancora oggi, rimane grandioso.

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Daniele "Danyq94" Quartaronello
Amministratore del CB Zone

Fan di Crash Bandicoot da sempre, appassionato della lore e della storia del franchise. Dal 2008 segue e racconta la serie con dedizione, cercando nel suo piccolo di fare da ponte tra la community dei fan e gli sviluppatori.