Più passa il tempo, più il mondo dei fangame, relativo al marsupiale arancione, diventa sempre più prolifico, andando a toccare generi mai affrontati prima; ed è quello che accade con l’uscita del nuovo fangame targato HyperGolem, Cortex Commandos. Ora, la prima domanda che sorge spontanea sarà: Chi è HyperGolem?

HyperGolem è uno sviluppatore di videogiochi fanmade, ossia fatto da fan per i fan, senza trarre alcun guadagno con essi, ovviamente. Tra i suoi lavori più noti ci sono i vari Cortex Conquest, nel quale si vestono i panni del Dr. Cortex, in uno sparatutto a scorrimento laterale, oppure i vari Tikimight, Apocalypse e Pysched Out, nei quali si controlla Crash in delle classiche avventure 2d come gli amati capitoli sul GameBoy Advance. Chiunque abbia provato almeno una volta i suoi giochi, avrà notato il grande amore che riversa per la serie, aggiungendo chicche provenienti da ogni gioco della saga; inoltre, è sempre stato qualcuno con la voglia di sperimentare, testando con mano la potenzialità della serie su più fronti. E, nel caso del suo ultimo lavoro pubblicato, si può osservare la massima espressione di ciò.

Cortex Commandos, l’ultimo titolo rilasciato, essendo uno shooter top down, si ispira pesantemente a Hotline Miami, genere mai esplorato in una serie platform come quella di Crash Bandicoot, dando l’opportunità di ricontestualizzare personaggi e moveset all’interno di un contesto tutto nuovo. Oltre al Dr.Cortex, si prende il controllo anche di altri personaggi noti, appunto, i Cortex Commandos: Dingodile, Komodo Joe, Pinstripe, N.Brio ed N.Gin, oltre che altri personaggi sbloccabili, i quali lascio scoprire chi siano per chiunque vorrà provare il gioco. Un po’ come accade in Crash Bash (in minima parte) o in Crash Team Rumble, non si controlla semplicemente un personaggio intercambiabile similmente a una skin, come accade in titoli come Crash Team Racing, ma si tratta di personaggi con un loro moveset dedicato e che influenzano in maniera diretta le dinamiche in gioco. Non è un gioco perfetto, stiamo pur sempre parlando di un progetto amatoriale, d’altronde, ma mostra in maniera incontrovertibile le potenzialità che il mondo del peramele arancione ha da offrire.

Crash Bandicoot è una serie che sta per raggiungere il suo trentesimo anniversario. In tutti questi anni, nonostante ci fossero dei tentativi come Cortex Chaos (lo spin off con protagonista Cortex dagli sviluppatori di Traveller’s Tales Oxford Studios, gli stessi di Twinsanity), progetto mai andato in porto, non c’è stato uno spin off che traesse le potenzialità che hanno da offrire gli altri personaggi di questo universo. Banalmente, questo si comprende anche solo in Crash Bandicoot 4: It’s about time, con i suoi personaggi secondari da controllare. Per quanto ci siano cose da migliorare, essi rappresentano una solida base per portare dei potenziali spin off dedicati a tali personaggi. Ma non è solo questo.

Uno dei punti di forza di Crash Bandicoot è la sua versatilità con altri generi videoludici. Se ci si pensa, è proprio grazie a ciò se sono potuti nascere Crash Team Racing o Crash Bash. Eppure, non c’è mai stata la volontà di esplorare generi lontani, e, conseguentemente, portare un pubblico che non ci sarebbe mai entrato altrimenti. E, per carità, è perfettamente comprensibile il fattore di rischio quando si parla di sperimentazione, soprattutto negli anni correnti. Tuttavia, il rimanere ancorati alla stessa bolla in cui è racchiusa la serie dalla sua nascita, è anche uno dei motivi per cui non si sta traendo tutto il suo potenziale. E questo discorso, può essere tranquillamente trasposto anche per quanto riguarda prodotti all’infuori del videoludo. Nonostante la grande fama che aveva Crash ai tempi della sua nascita, non ci fu alcuna trasposizione che potesse ulteriormente aumentare il bacino d’utenza. Solamente negli ultimi anni sembra esserci una concreta possibilità in tal senso.

In conclusione, Cortex Commandos non è semplicemente un altro fangame divertente confezionato da HyperGolem, ma anche l’ulteriore constatazione che Crash Bandicoot sia una serie potenzialmente flessibile al punto di essere in grado oltrepassare il suo genere di provenienza e invadere un mercato del tutto estraneo, traendo nuovi spunti e, possibilmente, nuovo potenziale pubblico. Chissà mai, se arriverà un prodotto ufficiale che sperimenti quanto fatto con questo fangame.

